Diavoli di Pasqua

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DIAVOLI DI PASQUA

Diavoli di Pasqua nasce dal desiderio di osservare da vicino i principali momenti rituali della Pasqua di Prizzi, attraverso un diario di viaggio che descriva le giornate del Triduo Pasquale (dal Giovedì Santo alla Domenica di Pasqua).

Il Triduo (come già l’intero periodo della Quaresima) è in effetti concepito come un vero e proprio cammino penitenziale, ascetico, in cui il fedele si predispone ad accogliere la luce definitiva della Resurrezione. Ed è proprio l’idea di narrare ed esaminare questo percorso, che ci ha spinto ad analizzare non solo l’iter formale della festa ma anche la sua sostanza, tentando di decifrarla adeguatamente per renderla comprensibile, leggibile anche da parte di coloro che vi approcciano per la prima volta.

Diavoli di Pasqua
Giovedì Santo

Il diario ha inizio dalla mattina del Giovedì Santo. Le funzioni avrebbero avuto inizio solo nel pomeriggio e la prima parte della giornata si è mostrata utile per esplorare i dintorni di Prizzi, tra lussureggianti distese verdi, il torrente Sosio, il lago di Raia e il sito archeologico elimo-sicano di Hippana.

Nella chiesa matrice dedicata a San Giorgio (patrono di Prizzi) ha inizio al crepuscolo la celebrazione che commemora l’ultima cena di Cristo con gli apostoli e la lavanda dei piedi, come avviene in tutte le chiese di rito cattolico romano nel mondo. Successivamente, la pìsside con le ostie consacrate viene riposta in un tabernacolo laterale, addobbato con piante e germogli di legumi chiamati laureddi: anche questo rito non avviene soltanto a Prizzi ma almeno in tutta la Sicilia, con maggiore o minore presenza di addobbi.

Diavoli di Pasqua
Venerdì Santo

Nelle ore a cavallo tra il mattino e il pomeriggio del Venerdì Santo ha inizio la prima delle due processioni, che scandiscono la giornata in cui viene commemorata la passione e morte di Cristo.

La prima processione ha lo scopo di portare il simulacro del Cristo dalla chiesa del SS. Crocifisso al Calvario (una zona sopraelevata alle spalle della chiesa di San Calogero, dall’altra parte del centro abitato rispetto al luogo di partenza), dove la statua di Gesù verrà fissata alla croce e lasciata lì fino a sera, perché sia visitata dai fedeli per tutta la giornata.

La sera parte la seconda processione che ha nuovamente inizio dalla chiesa del SS. Crocifisso, in cui le vare dell’Addolorata e della Maddalena vengono portate a spalla insieme al littirinu, una lettiga portata a mano da figuranti in veste di Angeli, interamente adornata di fiori su cui verrà adagiato il Cristo, ovvero il simulacro che sarà deposto dalla croce alla fine del percorso. Deposto il Cristo dalla croce, la processione sarebbe ripartita per concludersi presso il la chiesa da cui ha avuto inizio, a notte ormai inoltrata.

Diavoli di Pasqua
Domenica di festa

Dopo l’attesa silenziosa del giorno di Sabato, la frenesia festiva per la Domenica di Pasqua a Prizzi ha inizio già alle primissime luci dell’alba. Presso i locali della Pro Loco, alle 6,00 del mattino, stava già avvenendo la vestizione di coloro che avrebbero indossato le maschere dei Diavoli e della Morte. Gli obiettivi della prima parte della giornata erano le abitazioni di cittadini prizzesi, pronti ad accogliere le maschere con tavole imbandite di pietanze di ogni tipo, arricchite da un vasto assortimento di bevande alcoliche e superalcoliche. Venivano inoltre donate somme di denaro per il sostenimento delle spese relative alla festa. Bambini e adulti vestiti da Diavoli e da Morte, nel frattempo, iniziavano a vedersi per le strade del centro, anche loro intente a chiedere denaro ai passanti.

Il pomeriggio e la sera sarebbero state dedicate al cosiddetto ‘Ncontru, ossia l’incontro tra il simulacro del Risorto e della Madonna. Prima dell’inizio di questa fase, alcune delle maschere sono solite andare per la fitta folla delle strade principali per “rapire” persone e portarle simbolicamente negli inferi (ossia in luoghi predisposti a questo scopo), dal quale avrebbero potuto liberarsi con il pagamento di un obolo (piccole somme di denaro).

L’incontro tra il Risorto e la Madonna si sarebbe ripetuto per sei volte, nei diversi quartieri della cittadina. Ritualmente ostacolato da due Diavoli e dalla Morte, ‘u ‘Ncontru avviene dopo due tentativi andati a vuoto, con la caduta del velo nero della Madonna e l’esplosione di un fragoroso applauso da parte della folla al grido “arriniscìu” (“è riuscito”).

Diavoli di Pasqua
Conclusioni

I riti della Pasqua di Prizzi esprimono un linguaggio che riporta certamente a strutture simboliche comuni a comportamenti rituali sia pre-cristiani che cristiani e post-cristiani. Tali strutture permettono, in questo modo, il perpetuarsi di riti che hanno la capacità di adattarsi a determinati cambiamenti socio-economici, grazie a una risemantizzazione messa in atto dai propri fruitori.

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