La custode del sole. Alla scoperta dell’ape nera sicula
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La custode del sole. Alla scoperta dell’ape nera sicula
Un insetto e il suo universo
Un insetto, un universo di risorse e di conoscenze.
Mai ci era capitato di introdurci in un argomento simile prima d’ora, attinente all’entomologia e, quindi, alla biologia, alla genetica. E come tutti gli argomenti “nuovi” ci siamo incuriositi, abbiamo approfondito e ci siamo anche lasciati guidare, vista la lontananza di questi ambiti di studio da quelli a noi più affini.
Ci siamo avventurati, ci siamo svegliati prestissimo – molte ore prima che sorgesse il sole -, ci siamo bardati con delle tute speciali per avvicinarci alle arnie e non sempre, nonostante questo, ne siamo usciti illesi. Ma roba da nulla! Persino il veleno delle punture di ape nera sicula porta dei benefici – a quanto pare.
La custode del sole. Alla scoperta dell’ape nera sicula
Il documentario
Prodotto dall’associazione ORSA, a cura di EsperienzaSicilia.it, il documentario La custode del sole. Alla scoperta dell’ape nera sicula desidera essere un modo per diffondere la conoscenza delle spiccate particolarità di questo insetto, l’Apis mellifera siciliana, che ha attraversato i secoli adattandosi perfettamente alle condizioni ambientali della Sicilia, e che ha seriamente rischiato di estinguersi a causa dell’importazione deliberata di specie di api non locali, come l’Apis mellifera ligustica, innescando una ibridazione talmente netta da sancirne la quasi totale scomparsa.
Alla fine degli anni Ottanta, il professore entomologo Pietro Genduso e il suo allievo Carlo Amodeo riescono a ritrovare e a salvare la specie, identificando il suo DNA e isolandone i ceppi genetici su Ustica, Filicudi e Vulcano, perché non si mescolino ai ceppi delle specie importate presenti sull’isola di Sicilia.
Da allora, l’ape nera sicula è tornata al centro dell’attenzione di una parte del mondo degli apicoltori, di quello scientifico e di quello istituzionale, ripopolando importanti aree geografiche della Sicilia, soprattutto occidentale.
La custode del sole. Alla scoperta dell’ape nera sicula
Il progetto Pronera
Il documentario è stato promosso nell’ambito delle iniziative di comunicazione e diffusione dei risultati di un progetto finanziato dall’Assessorato dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea della Regione Siciliana; dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste; e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).
Il progetto, denominato Pronera e concluso lo scorso mese di Agosto 2025, ha visto una convergenza di intenti da parte di diversi partner con capofila Carlo Amodeo (apicoltore e responsabile del Presidio Slow Food dell’ape nera sicula); l’Associazione Allevatori Apis mellifera siciliana; il Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente (CREA-AA); l’Università degli Studi di Palermo con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche Chimiche e Farmaceutiche (STEBICEF).
Il fine del progetto Pronera è stato quello di studiare in particolare due aspetti dell’ape nera siciliana: la possibilità di potenziare alcune sue caratteristiche genetiche centrandole e portandole a un adattamento maggiore alle condizioni ambientali in veloce mutamento; una innovativa metodologia di raccolta e conservazione del suo miele, già di per sé straordinariamente ricco di antiossidanti, proprietà organolettiche e nutraceutiche, che porterebbe questo prezioso prodotto ad avere caratteristiche ancor più utili alla prevenzione e alla cura di particolari malattie.
La custode del sole. Alla scoperta dell’ape nera sicula
Conclusioni
Con il documentario La custode del sole si intende sfatare il falso mito che tutte le api e tutti i mieli siano di per sé uguali, evidenziando come ogni sottospecie di ape (dunque tutte, non solo quella siciliana) sia naturalmente la più forte sul proprio territorio di origine piuttosto che su quello delle altre, perché nel proprio territorio ogni specie si è adattata nel lungo corso della storia del mondo.
Proteggere e valorizzare l’Apis mellifera siciliana in Sicilia diventa così uno specchio con cui noi stessi ci confrontiamo con il futuro nostro e dei nostri figli, e ci fa comprendere quanto sia importante aiutare il ritorno sul territorio di una specie che conosce da sempre la Sicilia e le sue caratteristiche, così che possa naturalmente sfruttarle per un maggior beneficio di tutti.







